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Non ho un senso di appartenenza, non riesco più di tanto a legarmi ai luoghi. Voi invece?

Vedo persone difendere a spada tratta i loro luoghi d'origine, affermare con fierezza :" io questo posto non lo lascerò mai" io invece temo che potrei vivere ovunque.
  • Migliore risposta
    Anch'io. In realtà il mio luogo d'origine lo detesto profondamente, per cui sono fuggito appena possibile.
    tuo nonno e uno gnu · 5 2
  • Altra risposta
  • Io sono dell'idea che gli esseri umani non si legano tanto ai luoghi quanto alle persone. Se accanto a te hai persone che ami, non importa se sei in un abbandonata campagna o al centro di Manhattan quel luogo diventa magicamente bellissimo, perché quel luogo rispecchia la gioia che hai provato stando con loro, ti ricorda tutto l'amore, l'affetto che hai provato. Magari un determinato bar potrebbe non essere oggettivamente un granché, ma ripensando alle risate , alle profonde chiacchierate che hai fatto lì, assume un fascino diverso. È il ricordo che ci frega! Se delle persone ci hanno fatto stare bene,ci hanno fatto vivere delle emozioni positive o semplicemente hanno toccato il nostro cuore, noi associamo quel benessere anche al luogo dove ciò è avvenuto. Viceversa se si parla di sentimenti negativi. Quel posto lo odieremo. Ecco perché a mio avviso molti addirittura odiano la città in cui vivono o dalla quale provengono. Dipende tutto da chi hanno intorno!
    Smilee · 3 0
  • io ho senso di appartenenza con la mia città natale dove tutt'ora vivo, poi può darsi che un giorno mi dovrò trasferire, non si può mai sapere nella vita come andranno le cose. Ma il legame con la mia città rimarrà sempre
    Wicked · 1 0
  • Anche io.
    knox · 1 0
  • Allora
    Ora ti dico come la vedo

    Io vedo 3 dimensioni riguardanti il discorso identità, appartenenza

    Il primo
    Quello sovranazionale
    Che è di stringente attualità poichè si parla di UE, l'Italia fa parte dell'UE, i giovani e meno giovani viaggiano senza passaporto, c'é il progetto Erasmus
    Ma al di là di questi fatti, si tratta della nostra identità a tutti gli effetti, ed é la conclusione logica di un percorso nato con la filosofia greca, codificato dalle aquile di Roma. E diffuso dalla religione ANCHE se poi l'epoca dei lumi ha fatto si che l'Europa sia laica. Ma questa é altra questione, ed é storica. Non di tifoseria tra credenti e no.
    Noi siamo europei e da quando c'é la UE non ci sono piu' guerre da noi

    Il secondo punto
    E' la dimensione nazionale
    Che la gente sente ancora molto
    In Italia si scatena il putiferio quando ci sono i mondiali (e questo é ridicolo)
    Poi se ci pensi i confini fanno sorridere: perché mai un abitante di Ventimiglia dovrebbe essere piu' legato ad uno di Pachino e non ad uno di Mentone?
    Che senso ha? Per via di una decisione che ha stabilito i confini
    Il nazionalismo era un discorso molto politico che valeva nel secolo 19 quando, dietro la reotorica, non si doveva far altro che scalzare Chiesa ed aristocrazia per far largo alla borghesia e alla nascente industria. Lo sapevi?
    Cmq fatto sta che il sentimento del nazionalismo ancora esiste

    Terzo ed ultimo punto, ma non ultimo in importanza
    La dimensione che i tedeschi chiamano Heimat
    Che la dimensioni di tutti gli odori, sapori, colori del tuo luogo natio (o dove si cresce)
    E' una patria del cuore se vogliamo
    Quella dei tuoi ricordi da piccolo ad esempio

    Dunque: sovra nazionale, nazionale, sentimentale

    Io mi sento pienamente europeo, portando, ovviamente i ricordi dentro di me

    Il resto é retorica


    Buona giornata
    Luca · 1 0
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